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Idrocele

Il testicolo  è avvolto da una membrana, chiamata “tunica vaginale comune”. Questa è distinta in due foglietti: foglietto viscerale interno ed un foglietto esterno. Allorquando viene a formarsi del liquido (trasudato) tra questi due foglietti, si determina l’idrocele. L’idrocele può essere primario, quando non è causato da altre patologie, o secondario. L’idrocele primario è generalmente  una patologia congenita che, abitualmente, si risolve spontaneamente in un tempo variabile da pochi mesi a qualche anno dalla nascita. Le cause dell’idrocele secondario sono, più spesso, i traumi o le infezioni del testicolo o dell’epididimo. Più raramente l’idrocele è secondario a cisti o tumori. Anche l’occlusione accidentale dei vasi linfatici in corso di interventi chirurgici sul funicolo (es.: interventi per varicocele), può determinare un idrocele.
A prescindere dagli eventuali problemi legati alla patologia che lo ha determinato,  l’idrocele di per sé  comporta un variabile aumento volumetrico, a volte anche cospicuo, dello scroto. Più aumenta il volume, più aumenta il fastidio per l’ingombro. Idroceli di cospicue dimensioni possono determinare una difficoltà al mantenimento della temperatura ideale del testicolo (33,5°) e, quindi, della produzione e maturazione ottimale degli spermatozooi. La diagnosi certa è, attualmente, quella ecografica. La terapia dell’idrocele secondario è chirurgica e consiste nello svuotamento del liquido e nella rimozione parziale della membrana che avvolge il testicolo e che è responsabile della produzione del trasudato.